L'email di conferma registrazione potrebbe arrivare nella posta indesiderata o nella cartella spam.

Registrati
Accedi

La terra di mezzo


La sera del 27 ottobre presso la sala multimediale del nostro oratorio abbiamo incontrato don Emanuele Poletti, sacerdote della nostra diocesi incaricato dell’Ufficio Pastorale Età Evolutiva e Pastorale Giovanile. In questa occasione ha voluto parlarci degli adolescenti, dei loro interessi e delle loro dinamiche. Come succede di solito, quando si parla di età evolutiva, si finisce per parlare di noi adulti perché i bambini e i ragazzi spesso sono il nostro specchio o più giustamente il nostro riflesso. Capire loro è capire noi stessi e la nostra responsabilità nei loro confronti, e allora rispondiamo all’appello di Gesù del “farci prossimo” a questi nostri fratelli che abitano ancora “la terra di mezzo” (nome con cui alcune parrocchie designano il gruppo degli adolescenti e i loro momenti di incontro), perché si mettano in cammino per diventare persone adulte, migliori di noi e capaci di carità. Bando alla retorica, questo è quanto sono riuscita ad appuntarmi di ciò che ci ha riferito don Emanuele:




“A Bergamo gli adolescenti sono al cuore della Pastorale Giovanile.

Un po’ di storia:

-          Negli anni Settanta, Ottanta e Novanta nacquero  le prime iniziative specificatamente calibrate sugli adolescenti. Molti di loro continuavano gli studi dopo le Scuole Medie e allora gli oratori diventavano dei punti di riferimento nei quali si raccoglievano e insieme “facevano qualcosa”. Tali iniziative si strutturarono e fissarono ancora di più negli anni Ottanta /Novanta.

-          Negli anni Duemila nacquero i CRE, iniziative che raccolsero e impegnarono i piccoli e, attraverso di loro, i “grandi” intesi questi come adolescenti-animatori.

-          Da allora gli Adolescenti impegnati nei CRE sono solo aumentati, nessuna altra agenzia educativa, ad esclusione della scuola, coinvolge tanti adolescenti; questo fenomeno è stato oggetto di studio anche all’Università Cattolica di Milano. L’anno scorso i CRE hanno impegnato 20.000 adolescenti, è stato un vero fenomeno esplosivo.

Cammino e Realtà

Solitamente, negli oratori  si struttura il  cammino degli adolescenti  in tre fasi:

  • La prima fase cerca di far emergere il cambiamento che sta avvenendo in loro, facendo nascere interrogativi circa la propria identità, su chi sono o chi voglio essere.


  • La seconda fase sottolinea di più il rapporto con l’altro, inteso come genitore, amico e totalmente Altro come Dio.
  • Nella terza fase  si cerca di far aprire il loro sguardo sul mondo perché capiscano che non sono un ‘isola e che sono chiamati ad una collaborazione concreta e attiva. La stessa scuola che oggi ha inserito la così detta “alternanza scuola-lavoro” per un impegno di  duecento ore nel triennio delle superiori, li vuole inserire concretamente nella realtà. Anche i CRE li portano a passare dall’insegnamento teorico al “fare concreto”, dalle cure ricevute alle cure restituite.

Ma alla fine non tutto funziona! Spesso gli adolescenti si presentano maleducati e discontinui nell’impegno.

Come sono oggi gli adolescenti?

Alcune caratteristiche:

Nativi digitali: cioè “always on”, secondo un’indagine doxa hanno sempre bisogno di “essere visti”, è un’urgenza pervasiva, tanto che un adolescente su due pubblica e condivide la sua immagine dopo averla modificata a suo piacimento. C’è molta incoscienza nel pubblicare materiale privato che può essere strumentalizzato. Il web diventa anche il ring dove si trasferiscono le liti e le ripicche varie fra amici o fidanzatini. Un adolescente su dieci è stato vittima di atti scorretti sul web mentre due su tre conoscono almeno una “vittima” del web; per non parlare poi del sexting che riguarda il 35,9% degli adolescenti (quest’ultimo consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti o di foto e video a sfondo sessuale).

1.      Cura della propria immagine: una ragazza su cinque vorrebbe sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica, in generale hanno difficoltà nell’accettare la propria immagine.
2.      Alcool: l’uso e l’abuso si sta diffondendo particolarmente fra le ragazze, ricorrono spesso ai superalcolici, le ubriacature sono all’ordine del giorno e tante sono le violenze dovute all’abuso di alcool (spesso sono proprio le ragazze a picchiare i maschi).

3.      Scuola: i ragazzi reclamano, soprattutto nella scuola secondaria, professori più preparati e motivati; vorrebbero la possibilità di praticare  più sport e un rapporto più valido e concreto con il mondo del lavoro (questo per un ragazzo su due).

4.       Famiglia: è ancora ciò che colma il loro bisogno affettivo, i genitori, in particolare le madri, sono ancora le loro persone di fiducia. Alla famiglia in generale chiedono più fiducia nei propri confronti.
Riassumendo, in questo tempo di cambiamenti per tutti, molti si chiedono cosa fare per gli adolescenti, una provocazione viene dal libro del sacerdote bergamasco don Fabio Togni, “L’invenzione dell’adolescenza”. Don Fabio sottolinea il fatto che, definire questa categoria di età come adolescenza è soprattutto un bisogno di noi adulti, che, vogliamo sentirci “fuori” dalle tante problematiche intrinseche ed estrinseche alla vita dei  ragazzi. L’adolescente è considerato dall’adulto come membro di una categoria non ancora funzionale, spesso l’adulto  non si accorge che alla fine l’adolescente copia tutto da lui. E’ adulto colui che è capace di essere se stesso anche perché sa che l’adolescente lo copia e che per lui deve essere un punto fermo di riferimento. Perché l’adulto sia capace di relazionarsi con l’adolescente ha bisogno di competenze personali, di ottimismo e di spirito di iniziativa.

Competenze personali

Conoscenza di sé: controllare le emozioni (non giudicare e sanzionare subito), auto valutarsi, avere fiducia in se stessi e aver chiari i propri punti di forza e di debolezza,

Padronanza di sé: autocontrollo, fiducia, coscienziosità, adattabilità e innovazione.

Motivazione: impegno, iniziativa, ottimismo e tensione al miglior risultato (il vescovo ha notato troppa rassegnazione nei nostri oratori).



Competenze sociali

Empatia: capacità di ascolto, valorizzazione, conoscenza, anticipazione (vedere prima di loro), valorizzazione delle diversità a tutti i livelli, abilità politica, “lasciarsi contaminare” …

Abilità nelle relazioni interpersonali: comunicazione chiara, gestione dei conflitti, lavoro di squadra, capacità di persuasione ...



Per concludere, cosa possiamo fare concretamente per gli adolescenti?



-          Impegnarli nei CRE e negli oratori come animatori e come animati “a geometria variabile”,

-          Impegnarli nell’Oratorio strutturato secondo la regola “ora et  labora”,

-          Riconnettere in loro teoria e prassi: studio, soldi, divertimento, sacrificio, pudore, solidarietà …

-          Costruire una rete fra agenzie educative come la scuola, le famiglie e l’oratorio perché da soli è difficile.

-          Porre un adulto affiancato da giovani nella gestione degli incontri di adolescenti. Spesso ci lamentiamo per la fuga dei giovani, ma quanti adulti abbiamo che si impegnano con gli adolescenti? Mancano adulti autorevoli che fanno sì largo ai giovani, ma che da dietro ne sono l’aiuto e la spinta esemplare. Ricordiamoci che gli adolescenti sono la punta dell’iceberg, non sono loro che non funzionano, nella maggior parte dei casi siamo noi adulti.”



adolescenti1


di Elisabetta

© 2016 Oratorio di Ardesio. Made with ♥ By Gabriele Fornoni

Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti. Se continui la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.