Cerco casa? In Oratorio si può!

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Vivere insieme in Oratorio

Il titolo scelto, forse, può non sembrare adatto, o può ricondurre ad uno spot pubblicitario di una trasmissione televisiva, ma per me e per molti adolescenti questo rimanda ad un’esperienza che da qualche anno si ripete nel periodo quaresimale. Semplicemente mi sto riferendo alla “convivenza” ossia la proposta che fa sì che un gruppo di adolescenti si ritrovi a condividere la quotidianità vivendo insieme per un breve periodo all’interno dell’Oratorio.

Il bello sta proprio qui: ricercare nel proprio quotidiano un’esperienza singolare che in questo caso parte proprio dal vivere insieme ad altri adolescenti facendo le cose di tutti i giorni. Tutto ciò non è scontato! 

 

Innanzitutto bisogna rispettare delle regole e sappiamo benissimo come questa fascia di età può essere avversa ad uno stile di vita con delle regole (ma la scommessa sta anche in questo!). In secondo luogo non vanno trascurati i momenti di svago e di relax che fanno da cornice a questa proposta. Infine, lo studio e il gioco, i pilastri portanti delle varie giornate perché i nostri ragazzi la mattina continuano la loro attività scolastica, mentre nel pomeriggio devono dar frutto al lavoro svolto al mattino.

Col gioco, lo sappiamo bene, un gruppo si forma e prende spessore, ma non è solo questo che rende un’ esperienza come questa unica e singolare: ogni anno infatti si segue un tema centrale che arricchisce queste giornate.

Le varie testimonianze che si susseguono di giorno in giorno danno la possibilità ai ragazzi di conoscere un’altra vita che è al di fuori delle loro vedute dando loro la possibilità di riscoprire in parte anche se stessi.

La quotidianità prevede molti altri aspetti che ovviamente non possiamo certo dimenticare, primo fra tutti il condividere insieme tutti i pasti, dalla semplice colazione alla tisana delle nonna per aiutare a conciliare il sonno (che forse è la cosa più difficile da sperimentare in questi giorni, almeno la prima notte).

Per ultimo, ma non certo meno importante, vorrei sottolineare il ruolo che la preghiera svolge in tutto questo: siamo consapevoli che possa  essere vista anche come un qualcosa di insopportabile e di difficile da digerire e che molti la fanno propria solo nel momento del bisogno; resta però il fatto che in questi giorni molti di loro sperimentano la vicinanza di Gesù come un amico che li aiuta a trascorrere le loro giornate e sanno di certo che possono contare su di lui, non solo durante la convivenza ma anche per i giorni successivi.

Quindi l’oratorio è e deve essere una casa da abitare, non solamente in queste giornate dove si vivono esperienze forti di vita comune e di amicizia, ma anche per il resto dell’anno perché una comunità si possa riscoprire sempre più ricca e più forte. Come animatore ho potuto respirare tutto ciò e il mio augurio è che ci sia sempre la possibilità che i nostri “Ado” si  lascino formare da queste esperienze che possono essere punti di partenza per quell’avventura più grande che è la loro vita.

 

Un animatore

 

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